Le raccomandazioni a livello di dieta per il diabete sono quelle per la popolazione generale. Riporto nella seguente tabella la dieta per il diabetico:
| Nutriente | Quantità |
| Carboidrati | 50-60% |
| mono e disaccaridi (zuccheri) | meno di 40 g/die |
| Fibra | 25-35 g/die |
| Proteine | 11-18% |
| Grassi totali | 25-30% |
| grassi saturi e trans | meno del 10% |
| monoinsaturi (olio d'oliva) | 9-15% |
| Poliinsaturi (PUFA) omega 3 | intorno al 10% |
| Colesterolo | minore di 200 mg/die |
E' bene sottolineare che il paziente diabetico dovrebbe mantenere il suo BMI (body mass index o indice di massa corporea) ad un valore inferiore a 25.
Il BMI (body mass index o indice di massa corporea) si calcola dividendo il peso per il quadrato dell'altezza.
Deve essere favorito inoltre il consumo di cibi che non innalzino di molto l'Indice Glicemico (GI), favorendo i cereali e diminuendo gli zuccheri semplici, cercando di assumenrli solo da frutta e verdura.
Vorrei apporre l'attenzione, in particolare, sull'uso dei grassi polinsaturi nella dieta, soprattutto gli omega 3, che hanno trovato un ottimo impiego nei pazienti diabetici, soprattutto negli obesi.
Gli effetti benefici degli acidi grassi omega-3 nella prevenzione primaria e secondaria delle malattie cardiovascolari sono una realtà ampiamente dimostrata e consolidata. Non ancora completamente definito è il ruolo che possono assumere in alcune condizioni cliniche, come ad esempio nel paziente diabetico tipo 2 in cui agli effetti benefici se ne possono associare altri non desiderati quali una maggiore difficoltà nel controllo glico-metabolico e l'aumento dell'insulino-resistenza.
Le modalità con le quali gli omega-3 riducono il rischio Cardio Vascolare sono ancora oggetto di studio. Tuttavia la ricerca ha dimostrato che essi sono in grado di:
Il paziente diabetico ha un elevato rischio cardiovascolare e pertanto beneficia ancor più del non-diabetico dell'effetto che il consumo di oli di pesce nella dieta ha sui vari fattori di rischio. Bisogna considerare che i trigliceridi sono un importante fattore di rischio cardiovascolare soprattutto nelle donne sia da soli che associati ad alti livelli di LDL e bassi di HDL, che elevati trigliceridi sono fattore indipendente per eventi coronarici maggiori e che nella donna un elevato rapporto tra trigliceridi/HDL è un fattore di rischio più importante rispetto ad un elevato rapporto di LDL/HDL. Infine è bene ricordare la presenza di inquinanti ambientali, quali mercurio e diossine, presenti soprattutto in alcune specie di pesci quali i predatori marini più grandi e più vecchi ed i mammiferi marini (squalo, pesce spada, sgombro reale). A tal proposito si consiglia di evitare grandi assunzioni di queste specie e lo si consiglia in particolare ai bambini, alle donne in gravidanza ed a quelle in allattamento. L'American Heart Associationraccomanda di assumere pesce (in particolare pesce “grasso”), almeno due volte alla settimana. Si raccomanda inoltre di mangiare acidi grassi omega-3 derivanti da cibi vegetali, quali: il tofu ed altri tipi di fagioli di soya, canola, noci, semi oleosi, contengono l'acido alfa-linolenico (LNA). Questo è un tipo di acido omega-3 meno potente. I vantaggi ed i rischi dell'assunzione alimentare di pesce variano in dipendenza dello stadio di vita delle persone.
1 . I bambini, le gestanti e le donne che allattano hanno solitamente un minor rischio Cardio Vascolare, mentre potrebbero essere a maggior rischio di esposizione all'eccesso di mercurio. è pertanto assolutamente prioritario, in queste persone, evitare il pesce ad alto rischio di contaminazione inquinante.
2 . Per gli uomini di media età o più anziani e per le donne in fase postmenopausale, i vantaggi di un'alimentazione ricca in pesce sono di gran lunga superiori ai rischi, nel contesto delle linee guida della FDA e dell'Agenzia della Protezione dell'ambiente.
3 . Assumere diverse varietà di pesce è inoltre in grado di minimizzare gli effetti potenzialmente dannosi degli inquinanti ambientali.
Risorse web:
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Data ultimo aggiornamento: 28 luglio 2007