I criteri proposti dalla società diabetologica americana e WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità) sono:
1 - soggetto che in qualsiasi momento della giornata ha glicemia >200mg/dl e siano presenti contemporaneamente sintomi come poliuria (bisogno di urinare spesso), polidipsia (necessita continua di bere) e possibile perdita di peso (inspiegabile perché non associata a riduzione di apporto calorico ).
2 - Glicemia a digiuno >126 mg/dl per 2 volte consecutive
3 - Glicemia <126 mg/dl ma con sospetto di diabete: si chiede un test di stimolo: OGTT (oral Glucose Tolerance Test ) che consiste nella somministrazione di una dose fissa di glucosio di 75 gr e se la glicemia alla 2° ora dal test supera i 200 mg/dl si può fare diagnosi di diabete.
Un soggetto normale alla 2°ora dall'OGTT avrà una glicemia <140 mg/dl. C'è una situazione intermedia in cui si definisce un'altra condizione: la ridotta tolleranza al glucosio. E' una situazione a rischio per possibile sviluppo di diabete e danni cardiovascolari. Quindi da quanto precedentemente affermato risulta chiaro che ad un soggetto può essere diagnosticato diabete mellito anche se ha glicemia normale a digiuno perché la diagnostica con OGTT prescinde dalla glicemia a digiuno.
I test diagnostici per diabete dovrebbero essere consigliati in tutti i soggetti oltre i 45 anni (il tipo2 è correlato con l'età) e poi ripetuti ogni 3 anni se i risultati sono normali. Ci sono individui più a rischio di altri per sviluppare diabete, in questo caso i test diagnostici dovrebbero essere effettuati ad un'età inferiore e con intervalli più frequenti.
Questi soggetti ad esempio possono essere:
Obesi con indice di massa corporea (BMI) > 30
Soggetti in cui in precedenza si è rilevata alterazione della glicemia magari non confermata.
Un soggetto , per avere poliuria e polidipsia, deve superare nella maggior parte della giornata i 180 mg/dl. Con 130-150 di glicemia non c'è poliuria quindi di solito ci sono situazioni per lungo tempo asintomatiche e questo ci porta a fare diagnosi di diabete anche anni dopo che l'individuo presenta tali problemi. E' dimostrato che arriviamo a far diagnosi con almeno 6 anni di ritardo. Importante è quindi la prevenzione primaria individuando i soggetti a rischio e facendo analisi periodiche in questi individui. La glicemia è sempre associata ad un rischio maggiore di mortalità, soprattutto perché aumenta il rischio di malattie cardiovascolari.
Un'altra analisi molto semplice da effettuare e con la quale si può fare diagnosi di diabete è l'esame delle urine. Infatti è possibile identificare la presenza di glicosuria (glucosio nelle urine) e chetonuria (presenza di corpi chetonici nelle urine). Infatti se è presente glucosio nelle urine significa che la glicemia supera il valore di 180 mg/dl che rappresenta la soglia renale per il glucosio. La glicosuria deve essere effettuata nell'arco della giornata tra un pasto e l'altro, per scoprire eventuali aumenti della glicemia che non siano evidenti a digiuno ma solo dopo i pasti.
Risorse web:
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Data ultimo aggiornamento: 28 luglio 2007