Le microangiopatie diabetiche, a differenza delle macroangiopatie, intessano i vasi sanguigni di piccolo diametro. La causa di insorgenza delle patologie dovute alla microangiopatia è l'iperinsulinemia che, stimola la crescita delle cellule della parete vasale, causando così l'ispessimento di arteriole e capillari. Le complicanze da microangiopatia sono: le retinopatie, la cataratta, le nefropatie, le neuropatie e le dermatopatie.
Si manifesta in quasi la totalità della popolazione diabetica, dopo circa vent'anni dall'insorgere della malattia. E' caratterizzata da microaneurismi e da emorragie puntiformi. Tali emorragie possono riversarsi nell'umor vitreo, e determinare nel processo di riassorbimento dell'essudato emorragico, un processo di fibrosi con conseguente distacco della retina. Nei casi più gravi si possono formare nuovi vasi, i quali possono aggravare il quadro clinico invadendo le strutture dell'occhio, fino a causare la cecità.
Si manifesta con l'opacizzazione del cristallino, probabilmente legata ad un'eccessiva secrezione di sorbitolo in seguito ad una condizione di iperglicemia cronica, con la conseguente perdita della facoltà di mettere a fuoco. Un supplemento in vitamina C nei pazienti diabetici può aiutare ad allungare i tempi nei quali insorge questa complicanza, in quanto inibisce l'enzima che produce il sorbitolo.
In questo caso si ha la compromissione anatomico-funzionale del sistema nervoso. Essa interessa almeno il 50% dei diabetici entro i primi 5 anni di malattia. Possiamo avere parestesie (disturbi della sensibilità o della possibilità di muovere certi muscoli). A livello gastrointestinale avremo diarrea o stipsi. A livello cardiaco si può avere tachicardia, cioè aumento improvviso della frequenza cardiaca.
Tra le conseguenze microangiopatiche, si può avere anche la compromissione delle arteriole renali, e quindi una diminuzione della soglia di filtrazione renale; ciò comporterà, con il passare degli anni, ipertensione renale e una maggiore probabilità di infezioni delle vie urinarie (legate al fatto che i batteri trovano glucosio sufficiente per moltiplicarsi in quei distretti). Nei casi più gravi si ha una sempre minore capacità di depurare il sangue, da parte dei reni, e quindi alla necessità dell'uso di processi di dialisi.
A causa delle microangiopatie le cellule della cute non ricevono molto bene i nutrienti, e ciò causa pelle secca, scarsamente elastica e assottigliata, soprattutto alle estremità degli arti e si ha anche una maggiore suscettibilità alle infezioni.
Generalmente si manifesta dopo circa 15 anni dall'inizio della malattia, con cause strettamente affini a quelle che causano l'aterosclerosi, ma con l'aggiunta di altri fattori aggravanti, in particolare l'eccesso di insulina in circolo, nel diabete di tipo 2, funge da fattore di crescita per le cellule muscolari lisce dell'endotelio vasale, e ne accelera lo stato di sclerotizzazione. I rischi che quindi ne derivano sono quelli legati ad una circolazione ematica compromessa (soprattutto nei vasi di grosso e medio calibro).
L'incidenza di questa sindrome è maggiore nei soggetti diabetici di tipo 2 con età compresa tra i 50 e i 70 anni. Si osserva che almeno il 50% delle amputazioni di arti inferiori non relative a traumi, è effettuata su soggetti diabetici. La sindrome da piede diabetico è definibile come un complesso di complicanze neuropatiche, macroangiopatiche, microangiopatiche, con ulteriori fattori aggravanti quali le infezioni, generalmente preceduta da gravi lesioni ulcerative.
Circa la metà dei decessi di soggetti diabetici è legata a complicanze vascolari, ed in particolar modo alle cardiopatie ischemiche. La causa di questa complicanza è la scarsa irrorazione sanguigna (e quindi ossigeno e sostanze nutritizie limitate) del cuore, ovvero l'ostruzione delle coronarie. Il sintomo più frequente è l'angina pectoris, un dolore (definito “peso sul petto”) che parte dal centro del petto, estendendosi alla spalla e al braccio sinistro. L'angina pectoris può anche causare l'infarto se non viene fatta regredire attraverso l'uso di farmaci.
Tra i vasi sanguigni interessati dalle macroangiopatie dobbiamo ricordare i vasi carotidei, che trasportano sangue al cervello. Le collaterali che si diramano da queste vene irrorano le varie zone del cervello, quindi l'ostruzione di una di esse, non avendo altri vasi collaterali disponibili, può causare infarti cerebrali (necrosi di una zona del cervello), o anche emorragie cerebrali (rottura di un vaso cerebrale). Data la complessità del cervello, e la molteplicità di funzioni a cui fa capo, le sintomatologie da emorragia cerebrale o da infarto cerebrale sono svariate a seconda della zona interessata.
Le arteriopatie periferiche colpiscono prettamente gli arti inferiori (normalmente il distretto più interessato è quello al di sotto del ginocchio), causando (particolarmente accentuati, se l'ostruzione interessa anche vasi come le arterie femorali) i seguenti segni e sintomi: freddo agli arti, formicolii, caduta dei peli sul dorso dei piedi, e nei casi più gravi ulcerazioni e gangrena ai piedi. L'arteriopatia periferica può avere complicanze gravi come l'impotenza sessuale.
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Data ultimo aggiornamento: 28 luglio 2007